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Dracoteca

Regolamenti dei giochi da tavolo, da leggere e da ascoltare

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Dixit Odyssey

Una frase, un'immagine: né troppo chiara né troppo oscura

Giocatori
3–12
Durata
30 min
Età
8+
Meccaniche
comunicazione per immagini, voto, party game, punteggio a scaglioni

Dixit Odyssey è la versione grande di Dixit: stesso gioco, ottantaquattro illustrazioni nuove, e un tabellone che arriva fino a dodici giocatori.

Il turno è sempre lo stesso. Uno fa il narratore: guarda le sue carte, ne sceglie una senza mostrarla e dice una frase — una parola, un suono, un verso di canzone, quello che vuole. Gli altri scelgono dalla propria mano la carta che secondo loro potrebbe stare dietro quella frase, e gliela danno. Il narratore mescola tutto e scopre.

Poi si vota, in segreto, per indovinare quale fosse la carta del narratore. E qui sta il punto del gioco: se indovinano tutti, il narratore non prende niente; se non indovina nessuno, neanche. Bisogna essere capiti da qualcuno, ma non da tutti.

Oltre alla partita normale ci sono la modalità Party e quella a squadre.

Regolamento ufficiale (PDF) · asmodeesi apre il PDF sul sito dell’editore, in una nuova scheda

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Preparazione

Nella scatola ci sono ottantaquattro carte illustrate, il tabellone con il percorso segnapunti, dodici plance per votare, ventiquattro segnalini voto e dodici conigli di legno.

Ogni giocatore prende una plancia, un coniglio del proprio colore e lo mette sotto la casella uno del percorso.

Si mescolano le ottantaquattro carte e se ne distribuiscono sei a testa nella partita normale; le varianti ne danno un numero diverso.

I segnalini voto si distribuiscono secondo quanti si è: uno a testa fino a sei giocatori, due a testa da sette in su. È quello che permette al tabellone grande di reggere il doppio delle persone senza che indovinare diventi impossibile.

Il turno

Il narratore guarda le sue sei carte, ne sceglie una e la tiene coperta. Poi dice la frase: può essere una parola sola, una frase intera, un suono, una citazione. Non c'è un limite a quello che si può dire; il limite è nel punteggio, che punisce sia l'ovvio sia l'incomprensibile.

Gli altri giocatori scelgono dalla propria mano la carta che meglio si adatta a quella frase e la passano al narratore coperta. Non conta che sia la carta più bella: conta che qualcuno possa scambiarla per quella del narratore.

Il narratore mescola tutte le carte, la sua compresa, e le dispone scoperte in fila, numerate.

Ognuno vota in segreto con la propria plancia, indicando la carta che crede essere quella del narratore. L'unica carta per cui non si può votare è la propria.

Poi si scopre e si contano i punti.

I punti

Il punteggio ha una regola centrale e una di contorno, e vanno capite insieme.

La regola centrale riguarda il narratore. Se tutti hanno indovinato la sua carta, oppure se non l'ha indovinata nessuno, il narratore prende zero e tutti gli altri prendono due punti. In ogni altro caso, il narratore e chi ha indovinato prendono tre punti a testa.

La regola di contorno riguarda le carte degli altri. Ogni giocatore prende un punto per ciascun voto che ha ricevuto sulla propria carta, fino a un massimo di tre. Far credere che la propria carta sia quella del narratore paga.

Da sette giocatori in su, avendo due segnalini, si può votare due carte invece di una: si aumentano le probabilità di prendere la carta giusta, ma chi vota una carta sola e indovina prende un punto in più.

La partita finisce quando qualcuno arriva a trenta punti, e vince chi ne ha di più.

Le altre modalità

Dixit Party si gioca da sei a dodici e ribalta il punto di partenza: il narratore dice la frase senza guardare nessuna carta. Poi tutti, narratore compreso, scelgono una carta fra le cinque disponibili. Il narratore ha due segnalini: con il verde vota, e con il rosso designa una carta i cui voti non varranno niente. Ogni giocatore prende tanti punti quanti sono quelli che hanno votato la sua stessa carta, fino a cinque.

Dixit a squadre si gioca in sei, otto, dieci o dodici, divisi in coppie. Il narratore pronuncia la frase e il suo compagno di squadra gli passa la carta che secondo lui ci si avvicina di più: sono i due che devono capirsi. Votano solo i giocatori che non hanno consegnato la carta, e il punteggio è quello della partita normale.

In queste due modalità la partita non finisce a trenta punti: finisce quando ognuno ha fatto il narratore almeno una volta.

Cosa ne dicono

Ancora poche valutazioni per dire qualcosa di sensato.

Note e commenti

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