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Dracoteca

Regolamenti dei giochi da tavolo, da leggere e da ascoltare

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Drunk Stoned or Stupid

Chi del gruppo è più «quella cosa lì»? Si decide a maggioranza.

Giocatori
4–99
Durata
15–30 min
Età
17+
Meccaniche
votazione, party game, giudice a rotazione

Drunk Stoned or Stupid è un party game per adulti costruito su un'idea sola: ogni carta descrive un comportamento, e il gruppo deve decidere a chi si addice di più. Chi pesca fa da Giudice e legge la carta ad alta voce; tutti gli altri propongono un nome, con la relativa motivazione, e il Giudice sceglie. La carta finisce davanti alla persona scelta, e qui sta il rovesciamento: le carte non sono punti, sono accuse, e chi ne accumula sette per primo perde. Il regolamento prevede però anche una variante in cui vincere è proprio arrivare a sette, per chi preferisce collezionare i propri difetti invece di evitarli. Non c'è tabellone, non c'è setup, si apre la scatola e si comincia.

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Preparazione

La preparazione non c'è, ed è una scelta di progetto: il regolamento non la descrive perché non serve descriverla. Nella scatola c'è solo un mazzo di carte, ciascuna con una frase che descrive un comportamento, e il gioco consiste nel pescarle e leggerle. Basta quindi sedersi in cerchio, mettere il mazzo al centro del tavolo dove tutti possano raggiungerlo, e decidere chi pesca per primo: quello sarà il primo Giudice. Non ci sono segnalini da distribuire, non c'è un tabellone, non c'è un punteggio da azzerare, perché il punteggio sono le carte stesse che ciascuno si ritrova davanti. L'unica cosa che conviene stabilire prima di cominciare è quale delle due modalità si sta giocando, perché cambia completamente l'atteggiamento dei giocatori: nelle regole normali si cerca di non prendere carte, nella variante si cerca di prenderle.

Il turno

Il turno è uno solo e si ripete uguale. Un giocatore pesca una carta e la legge ad alta voce: in quel round è lui il Giudice. Ogni altro giocatore sceglie qualcuno del gruppo che secondo lui corrisponde meglio a quello che la carta descrive, e ne spiega il motivo: la spiegazione fa parte del gioco, ed è quasi sempre la parte divertente della serata. Il Giudice ascolta tutte le proposte e poi decide da solo: sceglie una persona, senza obbligo di seguire la maggioranza, e le consegna la carta. La carta resta scoperta davanti al giocatore scelto per tutto il resto della partita. Poi il ruolo di Giudice passa al giocatore alla sinistra di chi lo era, si pesca una nuova carta e si ricomincia. Non ci sono tempi da rispettare, non ci sono limiti alle discussioni, e il ritmo lo decide il gruppo.

Come si vince

Qui il regolamento offre due letture opposte della stessa meccanica. Con le regole normali le carte sono un marchio: il primo giocatore che ne accumula sette davanti a sé viene dichiarato il vero Perdente, e la partita finisce lì. Tutti gli altri hanno vinto, o meglio, si sono salvati. Con la Variante Simpatica il conteggio è identico ma il segno è rovesciato: il primo che arriva a sette carte vince la partita, perché le carte diventano un titolo di merito invece che un'accusa. La scelta fra le due modalità non è neutra: nella prima i giocatori spingono le carte addosso agli altri e si difendono, nella seconda le rivendicano, e il tono della serata cambia parecchio. Il regolamento non impone quale usare e lascia la decisione al gruppo, il che è coerente con un gioco che non ha preparazione e vive interamente delle persone sedute al tavolo.

Cosa ne dicono

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