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Dracoteca

Regolamenti dei giochi da tavolo, da leggere e da ascoltare

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Micro macro - crime city

Una città disegnata in bianco e nero, piena di delitti

Giocatori
1–4
Durata
15–45 min
Età
12+
Meccaniche
cooperativo, deduzione, casi da risolvere

MicroMacro è una mappa di città grande quanto un tavolo, disegnata in bianco e nero, e piena di centinaia di scenette minuscole.

Le scenette non sono decorazione: sono la storia. La stessa persona compare in punti diversi della mappa in momenti diversi della sua giornata, e mettendo in fila quelle apparizioni si ricostruisce cosa è successo.

Il gioco arriva con sedici buste, una per caso. Le carte di ciascun caso si girano in ordine e fanno domande: chi è la vittima, dove abitava, chi l'ha seguita. La risposta non si indovina, si trova sulla mappa. È collaborativo, non ci sono punti e non si perde: un caso si chiude quando lo si è risolto tutto.

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Preparazione

Nella scatola ci sono la mappa della città, il regolamento, sedici buste, centoventi carte caso e una lente d'ingrandimento.

La prima cosa da fare è trovare lo spazio. La mappa è grande e va stesa dove tutti la vedono bene: un tavolo largo, il pavimento, oppure appesa al muro. Serve anche una buona luce, perché i disegni sono minuscoli e al buio non si distinguono; la lente è nella scatola proprio per questo.

Bicchieri e piatti vanno tenuti lontani dalla mappa. Non è una raccomandazione di galateo: un bicchiere appoggiato sopra copre una scena, e quella scena può essere la risposta.

Le carte si dividono caso per caso, si mettono in ordine di numero e si infilano nella busta del proprio caso. Ogni busta è un'indagine a sé e si può giocare quando si vuole.

Come si gioca un caso

Si sceglie un giocatore che fa l'investigatore capo: è lui che tiene il mazzo in mano, legge i testi ad alta voce e gira le carte. Non è un vantaggio, è un mestiere.

La prima carta racconta l'antefatto e dice di cosa si tratta. Dalla seconda in avanti, sul fronte di ogni carta c'è un incarico, di solito una domanda, scritto su fondo nero.

Tutti guardano la mappa e cercano la scena che risponde. Quando il gruppo crede di averla trovata, lo dice, e l'investigatore capo gira la carta: sul retro ci sono le coordinate e il disegno della scena giusta. Se corrispondono, legge il testo ad alta voce e mette via la carta; si passa all'incarico seguente.

Se invece la risposta è sbagliata, l'investigatore capo rimette subito la carta in cima al mazzo senza leggere niente e dice soltanto che non è quella. Da quel momento, per quell'incarico, non può più aiutare: ha visto la soluzione e deve stare zitto.

Le regole da rispettare

Il regolamento chiede due cose, e stanno in piedi solo se le rispettano tutti.

La prima è che non si tira a indovinare. Per dare una risposta bisogna avere trovato sulla mappa una scena che la sostenga: dire un nome a caso sperando di azzeccarlo svuota il gioco.

La seconda è che i testi si leggono sempre ad alta voce e con calma. Non sono colore: dentro ci sono le informazioni che servono per gli incarichi successivi, e saltarli significa bloccarsi due carte dopo.

Sulle carte compaiono anche dei simboli. L'icona dell'orologio con il punto interrogativo segnala un indizio che tornerà utile più avanti, in un altro incarico: conviene ricordarselo. La freccia dice di spostare quella carta accanto al mazzo, lasciandola in vista, perché il suo incarico resta aperto mentre se ne affronta un altro: in quei momenti si lavora su due domande insieme.

Come finisce

Non ci sono punti, non c'è un vincitore e non si perde: si gioca tutti dalla stessa parte.

Un caso finisce quando sono stati risolti tutti i suoi incarichi, uno dopo l'altro, nell'ordine in cui le carte li propongono. Il caso introduttivo, quello del cappello a cilindro, ne ha quattro ed è fatto apposta per imparare come funziona.

Ogni busta porta indicata una difficoltà, segnata con delle stelle, così si sceglie se cominciare da un caso semplice o buttarsi su uno complicato.

Una volta risolto, un caso non si può rigiocare con le stesse persone: la mappa resta, ma la soluzione ormai la si sa.

Cosa ne dicono

Ancora poche valutazioni per dire qualcosa di sensato.

Note e commenti

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